
Antonio GIORDANO
Segretario Provinciale
Tra i pochi ancora a credere nei principi saldi dello Stato, i Poliziotti devono fare i conti con il totale disinteresse dei governanti sulle loro reali condizioni di lavoro e sicurezza.
Pietosa è la risultante in questa provincia, che ci vede spesso elemosinare i più banali mezzi di produzione per il nostro lavoro.
Mancano le auto, i computer, le fotocopiatrici, la carta e quant’altro necessario per l’azione quotidiana di servizio ai cittadini onesti.
Le FF.OO., sempre strumento di battaglia politica e mediatica, prima del periodo elettorale, cadono, immediatamente dopo, nel dimenticatoio dell’agenda politica.
Ritornano alla luce della scala dei valori sociali, solo quando ci si imbatte in qualche episodio di cronaca per una cattura “eclatante” o per la perdita di qualche nostro fratello.
Lavorare in questo clima è oramai insostenibile, soprattutto se ci si deve confrontare con le inevitabili disarticolazioni organizzative che ci hanno portato nel recente passato ad interessare i tribunali del lavoro per sostenere la categoria.
Bavagli alle organizzazioni sindacali, tagli sulle risorse per la categoria, creazione delle “ronde”, utilizzo dei militari sembrano tutti elementi di un unico disegno criminoso.
Uccidere la Polizia!
Con il taglio degli arruolamenti, e l’immissione nei ruoli di solo il 10% della forza in pensionamento, ci troveremo tra qualche anno alla soglia dei 50 anni a dover difendere da “giovani poliziotti”, l’onore di chi ci ha preceduto ed ha offerto la propria vita per i principi di libertà e democrazia nei quali tutti noi crediamo.
Sarà inevitabile il collasso, e per questo che dobbiamo mobilitarci, chiamando a raccolta tutta la categoria e non solo, al fine di organizzare una grande manifestazione a Roma, per far valere i nostri diritti che sono in definitiva quelli di tutti i cittadini onesti della nostra Nazione.